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Il ritorno di Anthony - transcript Stampa E-mail
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FarCast episode 6Gabriella Ascari : Ciao Anthony!
Anthony Simcoe: Ciao!
Gabriella: Bentornato in Italia.
Anthony: Vi ringrazio, è davvero fantastico essere di nuovo in Italia. E'... E' stato... L'ho detto ai partecipanti alla DeepCon oggi a pranzo, ho detto che sento di essere qui all'Ambasciatori alla DeepCon, perché sono stato in giro per il mondo in tantissime conventions, e mi hanno chiesto "Come sono le conventions?", e sono tutte meravigliose, ognuna a modo suo, ma la mia preferita? DeepCon! E' un incredibile e meraviglioso ritrovo di veri amici, e fantastiche esperienze, e c'è questa fenomenale interazione tra i fan e gli ospiti, per cui... è grandioso essere di nuovo in Italia.
Gabriella: Siamo molto, molto felici che tu sia tornato qui.
Anthony: Grande.
Gabriella: E... potresti raccontarci qualcosa della tua vita e di come la tua passione per la recitazione è... come si è concretizzata.
Anthony: Beh, credo che... ai tempi del liceo pensavo che sarei diventato un avvocato, o ero certo che avrei svolto un lavoro che richiedesse di parlare molto, perché ho la parlantina sciolta e... questa è un'espressione che significa "dire tante fesserie", in continuazione. E sapevo che mi sarebbe piaciuta una carriera<br />in campo artistico, e così mi è capitato di recitare, al liceo, e sono stato così fortunato da poter frequentare alcune ottime scuole di recitazione, ed è così che la mia... che è iniziata la mia carriera artistica, in principio ho recitato in teatro, e poi,con il passare del tempo, il mio lavoro si è sviluppato soprattutto al cinema ed in televisione.
Gabriella: Quale pensi che sia stata l'influenza che ha avuto il tuo ruolo di insegnante sulla tua carriera e sulla tua interpretazione di Ka D'Argo?
Anthony: Credo che l'insegnamento mi coinvolga in modo tale che... ah... aspetta, devo riformulare la frase. L'insegnamento ha avuto sulla mia vita un impatto tale da diventare incredibilmente più significativo ed importante, per me, della stessa recitazione, tanto che lo scopo della mia vita, come artista, non è di raggiungere grandi vette con le mie interpretazioni, ma di aiutare gli altri a raggiungere il massimo con le loro, e sono convinto che ci sia qualcosa, nell'esercizio di generosità dell'insegnamento, che con il passare degli anni sta diventando sempre più importante per me. Perciò è questo concetto dell'altruismo, di ciò che offro, e posso donare agli altri che sta diventando sempre più importante con il trascorrere degli anni.
Gabriella: E' un cambiamento, rispetto a quanto abbiamo visto nel corso della tua ultima visita qui, per cui la mia prossima domanda è: cosa preferisci tra il ruolo di attore e quello di regista; hai già fornito una risposta parziale a questa domanda ma che ci dici a proposito di recitazione e regia?
Anthony: Ah, certo, la regia è fantastica... contiene moltissimi elementi di differenza con la recitazione, e sicuramente muoversi con la telecamera, creare una storia, dirigerla, lavorare a contatto con gli attori, e con gli operatori, è una fantastica... è una bellissima esperienza, ed io adoro le opportunità che ho avuto di dedicarmi alla regia, e sono sicuro che continuerò a farlo. Ma quello che davvero conta è quello che avviene dietro le quinte, ed io sono molto fortunato in questo, perchè per me non si tratta di scegliere l'una o l'altra cosa, dato che fortunatamente, molto fortunatamente, il mio tempo viene equamente diviso tra esperienze meravigliosamente differenti, e così trascorro alcuni mesi recitando, ed altri dedicandomi alla regia, altri ancora insegnando, ed altri nel mio lavoro con le società, la politica ed i media, insomma tante diverse opportunità - che non mi costringono a scegliere l'una o l'altra, di questo sono convinto, anche se credo che se non riuscissi a recitare per qualche tempo, sentirei una grande necessità di ritornare a farlo. Insomma, sono molto fortunato di poter esplorare in tanti modi diversi la mia vita lavorativa.
Gabriella: Ritornando al personaggio di D'Argo, quanto di te è presente in D'Argo, e quanto hai aggiunto di tuo alla base che ti hanno indicato per la creazione del personaggio.
Anthony: Penso che ci sia moltissimo della personalità degli attori nei personaggi che interpretano, se li interpretano bene, e son convinto che, col tempo, D'Argo ed io siamo diventati molto, molto simili e vicini, e penso che entrambi condividiamo una certa dose di sfacciataggine, e che siamo entrambi persone... direi piuttosto aggressive, ed allo stesso tempo molto vulnerabili ed insicure, un po' impacciate, per cui... ci sono moltissimi punti in comune tra noi, molti punti in comune con ciò che accade a molti esseri umani, penso, quando si interrogano sul loro ruolo nell'universo e sulla propria identità, e sui lati più importanti della propria personalità, credo che tutti questi particolari abbiano a che fare con D'Argo. Ed ogni volta che mi sentivo a disagio nella mia pelle, anche lui lo era; e quando mi sentivo bene, così era anche per lui. C'era davvero un parallelo, nella mia vita, tra l'esperienza di D'Argo e la mia.
Gabriella: Per quanto riguarda le protesi, e le lunghe ore necessarie per indossarle, se potessi, accetteresti ancora un ruolo che richiedesse l'uso di un trucco così pesante o preferiresti rinunciare?
Anthony: Non ho mai avuto nessun problema con le protesi, anzi, uno dei lati migliori di Farscape consisteva proprio nell'uso delle protesi;in molti mi hanno chiesto se non avrei preferito impersonare qualcuno come  Crais, oppure... uno degli altri personaggi umanoidi, Meeklo Braca o altri, insomma, e ho sempre risposto "Certo che no!", D'Argo è stato il mio primo amore, in Farscape, e non solo... a causa della persona che era... principalmente perché era... come... non solo per la personalità, ma anche perché adoravo le protesi.
Se dovessi rifarlo, mi augurerei di potermi affidare ad un professionista di qualità come Damien Martin, del Creature Shop - il Creature Shop di Jim Henson - per farmi seguire, per essere sicuro di ottenere lo stesso livello qualitativo nel recitare attraverso la maschera: non potrei assolutamente partecipare ad un lavoro in cui fossi costretto a ricorrere a pessime protesi, ma se fossi certo di poter dare il meglio di me, attraverso le protesi, lo farei senza esitazione. Anzi, lo preferirei... Mi piace moltissimo lavorare con le protesi, perché c'è un ulteriore livello di sfida, un ulteriore livello di trasformazione, che rende la tua giornata... interessante. E più grandi sono le sfide da affrontare, tanto più gli ostacoli creativi ti costringono a trovare soluzioni altrettanto creative, questo accade in ogni occupazione, e ciò contribuisce a creare una magnifica esperienza lavorativa. E, si spera, un personaggio che cattura l'attenzione degli spettatori.
Gabriella: Che ci dici del tuo rapporto con i fan? Ti trovi a tuo agio con loro, oppure si tratta di qualcosa che ritieni preoccupante, considerando un tale livello di attenzione da parte di perfetti sconosciuti?
Anthony: Non mi spaventa affatto!  E'... quello che intendo è... per me è come un interruttore "acceso/spento", perché vivo in Australia, dove nessuno conosce Farscape, ed io non sono affatto famoso, per cui il problema non sussiste; è quando partecipo alle convention di Farscape che vengo a contatto con i fan di fantascienza; e nelle mie diverse esperienze nel mondo, in Europa, negli Stati Uniti, in Australia o in Nuova Zelanda, ho incontrato solamente persone meravigliose, generose e fantastiche che condividono i miei stessi interessi, che sono appassionate di Farscape, io ho contribuito alla creazione di Farscape, e così, anche se non ci conosciamo, condividiamo questa cosa incredibile, che ci permette di iniziare a discutere, e questa discussione può toccare altri argomenti, ma ritorna sempre... inizia e termina con Farscape, ed è un dono davvero, davvero incredibile. Così ogni volta che conosco un fan di Farscape, mi considero davvero fortunato di avere qualcosa in comune, qualcosa che sono orgoglioso di condividere, per questo è un'esperienza così meravigliosa.
Gabriella: D'Argo è vivo?
Anthony: Ah, certo che D'Argo è vivo! Senza dubbio.
Gabriella: Come ti sei trovato con le creature di Henson? Vuoi descriverci la tua esperienza?
Anthony: E' stata... la mia gioia più grande è stata lavorare con la Jim Henson Company, perchè io... sono cresciuto con i Muppets, da bambino ho visto film come "Dark Crystal", e tutto il lavoro indirizzato a creazioni come Yoda, ed i film come "The Empire strikes back", costituiscono una parte fondamentale della mia infanzia, e sono anche il fondamento di meravigliosi personaggi e storie e mondi fantastici, per questo provo un grandissimo rispetto per loro, come società e come forza creativa, per cui trovarmi faccia a faccia, spalla a spalla con le persone che hanno creato tutto questo, è stato un privilegio incredibile, una grande opportunità che spero di aver... di avere sfruttato, perché volevo imparare quanto più possibile lavorando con loro. E così è stato. Quando ho ottenuto il lavoro sono andato direttamente a Londra, al Jim Henson's Creature Shop di Londra, e lì ho trovato gli Skeksis originali di "Dark Crystal", ed una delle Kermit la Rana originali, e tutte quelle fantastiche creazioni che rappresentano la storia della Compagnia, ed a quel punto mi sono sentito completamente travolto dall'eredità della Compagnia e dal fatto che avrei avuto un piccolo ruolo nella storia della Jim Henson Co. Il fatto che il mio nome e il mio lavoro siano ora strettamente legati alla Jim Henson Company, soprattutto perché sono stato il personaggio principale dotato di protesi in Farscape, è qualcosa di cui sono molto orgoglioso, e spero di poter essere degno di questo... che il mio lavoro sia all'altezza di questa tradizione.
Gabriella: Così se ci dicessi, se dovessi fare un confronto, o esprimere un giudizio tra lavorare con lo schermo verde, e cioè l'uso della CGI, o lavorare con i "pupazzi", quale dei due pensi sia più semplice per un attore?
Anthony: Oh, è molto più facile lavorare con i pupazzi, ma è questione di abitudine: perché lavorando in teatro, non è difficile immaginare qualcosa che ti stia di fronte, e credo che solo gli attori con minore esperienza, o che non hanno lavorato al cinema o in televisione, abbiano dei problemi nel lavoro con i pupazzi o la CGI, perché sono abituati ad avere il mondo ben delineato di fronte a loro; ma se sei abituato al teatro, hai davanti a te un muro nudo, e dici "quello è un castello", o "arriva un esercito", è del tutto naturale, proprio come accade con la CGI, c'è un muro verde, e tu immagini l'esercito che si avvicina. C'è davvero poca differenza, nel mecca... nell'immaginare, nell'esercizio dell'immaginazione, tra lavorare con uno schermo verde, o con i pupazzi, e la recitazione... in teatro.
Gabriella: Quale è l'episodio di Farscape che consideri più folle?
Anthony: Non so... Finiamo sempre per nominare "Fuori di testa", perchè visivamente era un episodio folle, ma non credo fosse il più folle che abbiamo girato. Lavoravamo sempre tanto, durante le riprese, passando da un'unità all'altra, con giornate lunghissime, penso 80 ore a settimana, o più, ogni singola settimana di lavoro, per me, perché ero il primo ad arrivare sul set, e l'ultimo ad andarsene, a causa del make-up. E' difficile indicare un episodio pazzo, perché  erano esperienze divertenti, stimolanti, e meravigliose, ma quando ci ripenso, era meno "follia" e più "duro lavoro", ed è questo... è questo che mi rende fiero, perché come per tutto, nella vita, più duramente ti dai da fare, più apprezzi i risultati ottenuti quando hai finito. Mi dispiace non aver dato una vera risposta alla domanda, ma...
Gabriella: Ma che puoi dirci a proposito degli episodi che ritieni più strambi, a livello narrativo, oppure...?
Anthony: Beh, credo che abbiamo avuto episodi davvero strambi, ma secondo me, lo erano quelli che non funzionavano; quando facevamo cose davvero fuori di testa, e le persone si scambiavano i ruoli, quel genere di cose, insomma, quando... ci spingevamo troppo oltre, e sì, si otteneva ugualmente un elemento di divertimento, però credo che estraniasse il pubblico dal mondo di Farscape, so che molti non sono d'accordo con me sotto questo punto di vista,  ma... così la pensavo io.
Gabriella:Che ci puoi dire dei webisodes di Farscape?
Anthony:Non sono in contatto con nessuno per i webisodes, per cui non ne so davvero nulla.So... dove ottenere informazioni sui webisodes, ci sono siti come farscape.it, farscape.it, perchè lì trovo informazioni sull'argomento molto prima di quando arrivano direttamente a me. So solo che qualche anno fa mi hanno chiesto se ero d'accordo a partecipare, se li avessero prodotti, ed ho risposto "certamente!", e questa è l'ultima notizia che ne ho avuto. Per quanto ne so, al momento, non li stanno realizzando ma, non so, non prendetelo per oro colato - potrebbero essere in produzione, forse li stanno girando ora, da qualche parte, ma questo è quanto so.
Gabriella: Ultima domanda: cosa c'è nel futuro di Anthony Simcoe?
Anthony: Ah, per me il futuro significa cercare un equilibrio in questa fortunata vita che sto vivendo, per cui in questo momento la mia vita sembra... la mia vita professionale è... semplicemente perfetta, perché è meravigliosamente suddivisa tra impegni governativi e societari, l'insegnamento ai giovani artisti ed attori, la recitazione in tv e al cinema, ed anche la regia, per cui per me il futuro significa mantenere questo equilibrio, ed anche porre sotto i riflettori quante più persone possibile, così che io possa aiutarli a realizzare il sogno della loro vita. Se potrò essere di aiuto nell'instradare altre persone verso ciò che desiderano fare, questo mi renderà felice.. E questo è il mio futuro.
Gabriella: Grazie!
Anthony: E' stato un piacere. Grazie per avermi ospitato.