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MoyaMoya è una astronave biomeccanoide, una nave vivente ('a ship, a living ship!'), appartenente alla razza dei Leviatani, creata da esseri superiori - i Costruttori – per diffondere la pace nell’universo.

A dispetto delle loro enormi dimensioni, i Leviatani sono totalmente privi di capacità offensive e non dispongono di alcuna arma. Il loro solo mezzo di difesa è la fuga, tramite lo Starburst, straordinaria esplosione di energia che proietta il Leviatano al confine di un diverso piano spazio – temporale, consentendogli di trasferirsi, subitaneamente, ad enormi distanze. Lo Starburst, però, non permette di governare traiettoria e destinazione, e il Leviatano non può prevedere dove, alla fine, affiorerà: scopriremo, però, che, con un’accurata e continua attività di mappatura degli Starburst e rotte precedenti, questo inconveniente, almeno in parte, può essere superato.
I Leviatani sono animali mammiferi, di sesso differenziato (le modalità di concepimento non sono chiare), a crescita progressiva. Moya, in particolare, è un Leviatano femmina, ancora in giovane età, e, perciò, presumibilmente non ancora nel pieno sviluppo. Ciononostante, è una nave di enormi dimensioni: al suo interno si trovano diversi livelli (ponti) - il numero totale non è specificato -, divisi in camere, una zona comune – con centro di comando, terrazza, area pasti e cucina ( camera centrale), area lavanderia e area medica - una vasta zona di deposito, una zona atterraggio ( baia di attracco) e una zona hangar per navette, una sala manutenzione, oltre alla camera dello Starburst, la grande caverna dove si sviluppa l’energia necessaria al salto nell’iperspazio.

Moya interniL’intera nave è attraversata da condotti - ottimi anche come vie di fuga – utilizzati dai DRD (Diagnostic Repair Drones), robottini creati dallo stesso Leviatano, che ne curano la manutenzione. Moya, pur avendo parti meccaniche e metalliche, è composta prevalentemente da materiali biologici: è attaccabile da virus, risente degli effetti narcotici di alcuni gas, e soffre il fuoco. Dispone di un sistema neurale attraversato dal fluido amnexus. Il tessuto neurale dei Leviatani, in effetti, ( tessuto toubray) è ricercato, da alcune razze, per aumentare le funzioni cerebrali. Il Leviatano, inoltre, governa le sue funzioni cognitive per mezzo di connessioni sinaptiche e del cristallo sinaptico. Dispone di sensori esterni e di filtro antiradiazioni. Necessita del fluido iridescente come combustibile per lo Starburst. Ha una camera con turbine per il ricambio dell’aria. Tramite la Rete d'attracco è in grado di agganciare le navi, portandole all’interno o conducendole con sé nello spazio.
Come ogni Leviatano, Moya è collegata stabilmente, tramite connessioni neurali, ad un Pilota, che risiede nell’ antro, e, tramite la propria console, coordina il funzionamento di tutti i sistemi di bordo, sovraintende l’attività dei DRD, fungendo altresì da interfaccia con l’esterno e l’equipaggio.
In condizioni ideali, un Leviatano e il suo pilota trovano insieme la loro ragione di vita, percorrendo ed esplorando l’universo. Ai Leviatani, però, danno la caccia i Pacificatori, che li catturano, imprigionandoli con un collare di controllo, per usarli come nave da carico, e trasporto truppe e prigionieri. Da tempo, inoltre, gli scienziati Pacificatori cercano il modo di utilizzare i Leviatani come arma, ma ogni tentativo, finora, è fallito, per l’insopprimibile repulsione all’uso della forza tipica della razza.

Moya StarburstMoya, insomma, è un dolce e gentile gigante pacifico, per il quale la violenza verso gli altri, pure se attaccata, è semplicemente inconcepibile. E’, anche, un’essere determinato sino alla testardaggine, se ritiene che siano in gioco le sue priorità fondamentali. Ama avere a bordo un equipaggio, perché sente che la sua esistenza è ancora più utile e ricca, ma può mettere a rischio le vite dei suoi occupanti, se spaventata e presa dal panico. E’ capace, però, di ascoltare e riflettere, di dominare la paura e seguire i suggerimenti. Ha un rapporto dialettico con Pilota, con cui può essere in disaccordo, è indipendente ed autonoma in certe scelte, può farsi capire dall’equipaggio anche direttamente. E’, insomma, un essere vivente, con il suo carattere e le sue ansie.
Quando John Robert Crichton vi sale a bordo, Moya è appena fuggita, con i suoi prigionieri, dal controllo dei Pacificatori: insieme, tutti loro iniziano un viaggio, di fuga e ricerca, nel corso del quale il Leviatano affronterà e vincerà, in nome dell’amicizia e del rispetto che tra loro a poco a poco si cementa, il suo terrore più grande: quello di essere ricatturata, e di perdere nuovamente la libertà. Grazie al suo strano ed eterogeneo equipaggio, che spesso la espone a pericoli letali per inseguire le proprie esigenze, ma che non la abbandona mai, nel corso dei cicli Moya avrà esperienze davvero uniche anche per la straordinaria razza dei Leviatani: e diventerà, alla fine, la più meravigliosa, coraggiosa, profondamente altruista nave vivente che l’universo abbia mai visto all’opera... nonché, per i suoi amici, l’unica, vera, insostituibile casa.