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"Sono il Dominar di 600 miliardi di individui!" Rygel XVI, della dinastia dei Rygel di Hyneria: un nome regale, un abito color porpora ed un trono volante per spostarsi senza fatica, Rygel è un Dominar, l’equivalente nel suo mondo di un sovrano di antico lignaggio, signore di più di 600 miliardi di devoti sudditi, imprigionato per più di 300 cicli dapprima sulla Zelbinion, leggendaria nave dei Pacificatori scomparsa nei Territori Inesplorati, sulla quale è stato sottoposto a terribili torture da parte del capitano Selto Durka, e in seguito su Moya, sotto il comando del Capitano Bialar Crais. Descritto così, questo personaggio potrebbe apparire un classico eroe sfortunato: è un sovrano, deposto ingiustamente dal cugino durante un colpo di stato sul suo pianeta natale e consegnato senza scrupolo in mano nemica, e leggendone la triste storia potremmo addirittura provare per lui un moto di spontanea, genuina simpatia e compassione. Il nostro primo incontro reale con Rygel può pertanto essere forse ancora più sconcertante. Rygel è un personaggio straordinario perché non smette mai di sorprendere. Fisicamente è uno sgorbio; la sua natura è anfibia, è una specie di incrocio fra un rospo e il pupazzo di E.T di Spielberg. Alto poco più di 65 centimetri, rozzo e sgraziato, utilizza il trono volante non tanto quanto simbolo della propria regalità perduta quanto come mezzo di locomozione necessario ai suoi spostamenti all’interno di Moya e sui pianeti che l’equipaggio visita durante la sua fuga nei Territori Inesplorati. Ha un pessimo carattere, è volubile e capriccioso (come ogni sovrano che si rispetti); è abituato a comandare e non è capace di fare da solo neppure le cose più comuni, che altri hanno sempre fatto per lui. Irascibile, presuntuoso, arrogante, Rygel è la sintesi di ciò che nessuno (a parte lui, ovviamente) vorrebbe essere, ed è talmente pieno di difetti che la maggior parte delle volte i suoi compagni vorrebbero semplicemente potersi liberare di lui. In qualunque circostanza e in qualunque situazione, il primo pensiero di Rygel corre a sè stesso. La propria persona, la propria salvezza sono al primissimo posto nella sua scala dei valori, anche a discapito della vita o degli interessi degli altri. È in nome del suo ego che Rygel lascia Moya alla fine della Stagione I, deciso a consegnare i suoi compagni a Scorpius in cambio della propria reintegrazione sul trono su Hyneria. In questa occasione John Robert Crichton lo definirà (Episodio 1x22 Legami di famiglia - Family Ties) un “bastardo senz’anima”, e viene da chiedersi come possano i suoi compagni, dopo una azione tanto riprovevole, riaccoglierlo fra loro e considerarlo di nuovo un membro dell’equipaggio. La risposta sta nella natura stessa di Rygel: non si può chiedere ad un codardo di diventare un eroe; non si può chiedere a Rygel di essere leale. Rygel è Rygel. Improbabile, inaffidabile, insensibile, irascibile, materialista, eppure insostituibile. Zotoh Zhaan dirà di lui che “He provides a prospective otherwise lacking.” (Episodio 2x19 Bugiardi, pistole e denaro parte I: Un piano complicato - Liars, Guns and Money part I A not so simple plan).
Eppure anche Rygel, al di là dello stereotipo del suo personaggio, è capace di sorprenderci. È estremamente colto. Del resto, è un Dominar, ed ha avuto un’educazione regale sul suo pianeta di origine. Non solo: conosce le tattiche strategiche e particolarmente sa usare la dialettica in maniera arguta e sferzante, cosa non di poco conto dal momento che in più di un’occasione riesce a togliere dai guai l’equipaggio soltanto con il suo modo di fare da “sovrano condiscendente” (vedi Episodio 1x03 Esodo dalla Genesi - Exodus from Genesis, o 1x14 Il Masata - Jeremiah Crichton). Rygel costituisce una carta vincente anche quando l’equipaggio ha bisogno di qualcuno piccolo a sufficienza da infilarsi in qualche buco, che si tratti dei sistemi di Moya o in un deposito ombra dei Pacificatori… Ovviamente, convincerlo a collaborare può non essere molto semplice. Un’ultima considerazione si può infine fare a proposito di Rygel. L’impressione che in fondo egli trasmette, dietro alla facciata di divertente personaggio-spalla degli altri e in particolare di John Crichton (indimenticabili la scena fra i due nella “dimensione gialla” di Moya in 1x17 Attraverso lo specchio - Through the looking glass, che rasenta la demenzialità, oppure il duetto comico-drammatico nelle caverne del Budong in 2x08 La miniera sul Budong - Home on the remains), è quella di un individuo consapevole dei propri limiti, e in qualche modo miserevole anche per sé stesso; un individuo che vorrebbe essere diverso, una “lumaca che voleva essere re”, non solo di nome ma anche di fatto; che si pente del suo modo di agire ma non può fare a meno di agire così, che comprende di esser parte di quella strana famiglia “alla Jerry Springer” che scorrazza senza meta nello spazio ma che al tempo stesso sa di non esserne degno, che vorrebbe con tutto il cuore essere come John ma sa di poter essere al massimo sé stesso, un egoista che apprezza le cose materiali più di quelle spirituali e che non riesce a capire come “la cosa giusta” possa iniziare “quando inizia la giornata”, e non quando si è messi alle strette e costretti ad agire per il bene degli altri. Un concentrato insomma di tutti i nostri possibili difetti, che per di più non tenta ipocritamente di nasconderli o di eliminarli: la simpatia che un personaggio così riesce ad incuterci, alla luce di tutto, è decisamente grande.
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